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Cesare Battisti

Cesare Battisti è un ex terrorista italiano, laziale, di Cisterna di Latina, attivo durante gli anni di piombo. E’ stato condannato per dodici anni per partecipazione a banda armata (poi evaso dal carcere di Frosinone) e all’ergastolo per quattro omicidi,  due commessi materialmente, negli altri due ha partecipato con altri. Già membro del gruppo Proletari armati per il comunismo, ha ricevuto asilo fuori dei confini italiani come rifugiato politico. Trascorse la prima fase della sua latitanza in Messico e in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterand ( «La Francia valuterà la possibilità di non estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini inaccettabili», nel caso di richieste avanzate da Paesi «il cui sistema giudiziario non corrisponda all’idea che Parigi ha delle libertà»). Poi si trasferì in Brasile, dove è stato ancora in carcere per ingresso illegale a causa di documenti falsi.

Il Brasile, con la sua corte suprema ha negato l’estradizione all’Italia. Il presidente neoeletto Bolsonaro (di chiare origini Italiane) aveva promesso ai politici italiani, prima delle elezioni, di estradare Battisti in caso di elezione. Quindi Cesare Battisti aveva fatto perdere le proprie tracce.

Qualche giorno fa, infine è stato arrestato in Bolivia.

E’ passato ormai tanto tempo dagli anni di piombo. Egli si è sempre professato innocente per i delitti, tanto da scatenare numerosi dibattici politici. Oggi è indubbiamente un altro uomo, si è sposato, ha avuto dei figli, ha scritto libri (noir ed autobiografici) è sicuramente pentito di quel passato incancellabile, ed è pure ammalato.

Ma…

E c’è un ma…

Ha prodotto anche tanto dolore, alle vittime ed ai loro parenti, quindi, al di là della dimensione umana, che colpisce sempre, bisogna considerare anche le afflizioni altrui, che non si cancellano.

NM

 

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Natale

Anche quest’anno è arrivato Natale,

anche quest’anno mi toccherà sentire le “solite” persone che diranno: “Quest’anno non lo sento il Natale…),

anche quest’anno faremo e riceveremo regali,

anche quest’anno mangeremo tantissimo, come se fossimo appena usciti da una guerra nucleare,

anche quest’anno faremo le cene con i parenti,

anche quest’anno faremo gli auguri a tutti (anche a coloro di cui non ci frega niente…),

anche quest’anno indosseremo indumenti nuovi, pagati a caro prezzo,

anche quest’anno faremo albero di Natale e presepe,

anche quest’anno (potrei continuare all’infinito, però mi fermo…).

Vorrei riflettere invece sul valore “VERO” del Natale, e soprattutto provare a dire cosa rappresenta per me.

Tutti, nessuno escluso, siamo intrisi dai nostri retaggi culturali.

La festa del Natale rappresenta tante cose, ha un significato ed un’importanza religiosa, ha un significato sociale, ha un significato economico etc…

E’ un mix di cultura e tradizione dell’occidente, una festa, la più importante dell’anno.

Da un po’ di tempo però sta assumendo i contorni di una ricorrenza pagana, che non ha nulla a che vedere con la religione.

E’ una corsa allo “sfoggio” ( luci bellissime, abiti da sballo, regali costosissimi, cibi pregiati, fuochi pirotecnici, ed altro). E’ diventata insomma un’occasione per ostentare opulenza o presunto benessere.

Ma il Natale è anche altro,

solitudine, malattia, sofferenza, povertà, emarginazione ma soprattutto IPOCRISIA, tutte “esperienze” cancellate dallo show che ormai dura circa quindici giorni ogni anno.

Per quanto mi riguarda è un periodo che mi mette tristezza e spero sempre che passi in fretta, quest’anno poi, dopo 51 anni di vita è il primo Natale senza i miei cari genitori.

Ma…Panta rei…

Buon Natale a tutti

NM

 

Ciao Bernardo…

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Oggi ci ha lasciato Il regista Bernardo Bertolucci…

Davvero un grande, è stato poeta, documentarista, regista, produttore, polemista, autore per eccellenza del cinema italiano.

Ha vinto nove oscar, Nel 2007 gli fu conferito il  Leone d’oro alla carriera alla 64 mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64 festival di Cannes, ha diretto capolavori come Novecento, Ultimo tango a Parigi, Il té nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo imperatore, è morto all’età di 77 anni dopo una lunga malattia nella sua casa di Trastevere a Roma.

E’ stato assistente di Pasolini, con il quale ha lavorato e al quale diceva di dover tutto…

E’ un regista che personalmente ho amato molto, non solo perchè era nato il mio stesso giorno (di qualche anno prima), ma per il genio che metteva nei suoi film.

Con la sua dipartita si apre un’altra “voragine” nella cultura italiana, ma, sono certo, che ha saputo trasmettere i suoi insegnamenti, come solo un grandissimo sa fare.

Ciao Bernardo

NM

 

Pioggia e vento devastano la penisola…

I cambiamenti climatici stanno davvero mettendo a dura prova tutti noi. Eppure numerosi scienziati da tempo mettono in guardia il globo sulla pericolosità di tali cambiamenti.

Per quanto riguarda noi italiani, dire che non siamo pronti ad affrantare tali sfaceli è pleonastico.

A sentire i telegiornali, sembra un bollettino di guerra, proprio ieri 12 (dodici) morti a Palermo per la pioggia.

Il nostro territorio è geologicamente a rischio, intanto perchè è soggetto ai sismi, ma poi per le frane che ormai sono all’ordine del giorno.

Personalmente ritengo che  intervenendo sulla matunenzione CONTINUA del territorio si eviterebbero tanti morti e, paradossalmente si crerebbero anche tanti nuovi posti di lavoro. I cambiamenti climatici e le loro conseguenze ormai sono cruda realtà, per cui più si aspetta, più si perde tempo…

Certo, in Italia esiste anche l’aggravante abusivismo (costruzioni in siti ritenuti non idonei o insicuri), ma questa è un’altra storia.

NM

Premio nobel per la medicina

Il premio Nobel per la medicina 2018 è stato assegnato ad uno studioso americano e ad uno giapponese.

I due studiosi, si legge nella motivazione ufficiale, “hanno capito che si può stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell’umanità”. Con questa strategia, prosegue Stoccolma “i vincitori del Nobel di quest’anno hanno scoperto un principio completamente innovativo”. L’immunoterapia è già usata nella lotta contro alcuni tumori, sia solidi che del sangue, da diversi anni, accanto alle altre terapie tradizionali, con risultati promettenti. (Corriere della sera).

E’ bella pensare che la possibilità di vincere la malattia definita cancro sia affidata alle nostre risorse “organiche interiori”. Sarà davvero la volta giusta?

Ce lo auguriamo tutti, soprattutto coloro che stanno lottando, tra mille sofferenze, contro questo autentico flagello (tantissimi i casi, e continuano ad aumentare).

NM

Il cardiochirurgo Gerosa: «Ho creato il cuore bionico, non vorrei produrlo in Cina»

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Lo specialista, allievo di Ross, il «rivale» di Barnard:«Rivoluziona i trapianti perché non servono più i farmaci antirigetto»

È cresciuto alla scuola di Donald Ross, il sudafricano di origini scozzesi che si disputava con il compagno di studi Christiaan Barnard il titolo di miglior cardiochirurgo al mondo e che nel 1979 a Londra impiantò i primi quattro bypass nel petto di Enzo Biagi. «Li ho visti gareggiare persino nell’autografarmi un dépliant. Ross mise la firma sopra quella di Barnard, il quale cerchiò la propria riportandola con una freccia in posizione superiore», ricorda il professor Gino Gerosa, direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. Tornato in Italia, Gerosa introdusse una modifica al cosiddetto «intervento di Ross» e il suo maestro, anziché offendersi, scrisse in un commento: «Mi riempie di gioia che l’abbia ideata uno dei miei più brillanti allievi».
Due erano i capisaldi del cardiochirurgo morto quattro anni fa nella capitale britannica: coraggio e innovazione. Il suo erede veneto li ha trasformati in standard. Nel 2007 fu il primo in Italia a eseguire l’impianto di un cuore artificiale su un paziente di 54 anni, tuttora vivo, che poi nel 2011 ricevette l’organo da un donatore.

E poche settimane fa Gerosa è stato il primo al mondo a rimuovere una massa dalla parte sinistra del cuore di una paziente settantenne, senza fermare il muscolo contrattile e senza l’ausilio della circolazione extracorporea, con una tecnica microinvasiva che esclude l’uso del bisturi, analoga a quella utilizzata per la plastica della valvola mitralica. Ben 200 dei 900 interventi eseguiti finora a livello planetario con questa metodica sono avvenuti nell’unità operativa padovana intitolata al professor Vincenzo Gallucci, il predecessore di Gerosa.
Proseguendo sulla strada dell’innovazione, adesso il chirurgo e la sua équipe, che detiene il record dei trapianti cardiaci nel nostro Paese (39 nel 2016, 40 nel 2017) ed è la seconda in Europa per importanza, hanno creato il primo cuore bionico interamente «made in Italy». “Corriere della sera”.

Il “suddetto” è un autentico fuoriclasse della cardiochirurgia. Egli intende impiantare il cuore che ha “creato” nei petti dei pazienti e vuole farlo in Italia, non in Cina come egli stesso dice. Nel senso che occorrono tanti soldi, che probabilmente non arriveranno, quindi…Ahimè, come tanti sarà costretto ad andare all’estero, forse in Cina…

Il professore ha brevettato il “suo cuore bionico”, insieme a degli ingegneri e spera davvero di poter continuare a lavorare in Italia. Sinceramente lo speriamo tutti, auspicandoci che la politica almeno per una volta non sia miope…

NM

 

 

Il caso Cucchi

Dopo le “spinte” di alcuni miei studenti a vedere il film che parla del caso Cucchi, “Sulla mia pelle”, il lungometraggio diretto da Alessio Cremonini con Alessandro Borghi sugli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi. Il film è stato anche oggetto di una serie di visioni gratuite in giro per l’Italia: associazioni, collettivi universitari e spazi autogestiti hanno infatti deciso che i vincoli imposti dal copyright non valgono quanto la necessità di divulgare e informare il pubblico su una storia come quella raccontata dal film.

E’ un film indubbiamente forte, che tratta un tema molto delicato. Gli spunti sono moltissimi: dall’uso di stupepacenti, allo spaccio della droga, al degrado delle carceri e alle condizioni spesso disumane dei detenuti.

Ma torniamo al “caso”, La morte di Stefano Cucchi è un caso di cronaca nera italiana. Il trentunenne Stefano Cucchi, morì il 22 ottobre 2009 nella sua città natale durante la custodia cautelare. Tale fatto ha dato origine a un celebre caso di cronaca giudiziaria, che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del carcere Regina Caeli, e alcuni carabinieri.

Al di là del film, nel caso Cucchi due sole sono le cose certe: i segni del pestaggio e la morte. Tutto il resto è stato avvelenato da bugie, depistaggi, verità di comodo. Tuttavia, tra le carte e le testimonianze finora raccolte dagli inquirenti, concentrati sull’inchiesta bis sulla morte del ragazzo, c’è qualche indizio sulla genesi di quella violenza e in particolare sulla condotta dei carabinieri che hanno avuto in custodia Stefano la sera dell’arresto.

Il mio pensiero personale a riguardo è il seguente: ci vuole una grande equilibrio e una grande comprensione di fronte a questa vicenda.

Non occorre fare il “tifo” per nessuno ma cercare di capire cos’è davvero successo. La comprensione è rivolta invece a tutti, al povero Stefano, alla sua famiglia, che dopo aver provato il dolore di avere un figlio tossicodipendente, lo ha anche perso in un modo atroce. La stessa comprensione va però anche alle forze dell’ordine che quotidianamente e per un tozzo di pane si occupano della nostra sicurezza.

La droga ahimè è ancora una grave piaga della nostra società. Chi spaccia vende morte, ma non per questo merita di essere ucciso.

Certo chi ha sbagliato pagherà, si confida nella giustizia, ma non bisogna sostituirsi ai giudici.

 

NM

 

Rapina in villa…

Quante volte ultimamente abbiamo sentito di rapine in villa da parte di criminali senza scrupoli?

Troppe volte forse…

Ciononostante questi crimini aumentano, a danno di persone che subiscono crudeltà assurde da parte di sconsiderati capaci di tutto pur di racimolare qualche soldo.

L’ultimo “caso” è la rapina avvenuta in una villa a Lanciano, vicino Chieti, dove un medico e sua moglie insieme ad un figlio invalido, vivono.

La prima immagine, sopra a sinistra, documenta i coniugi in un momento di serenità, le due che seguono a destra invece dimostrano lo stato in cui si trovavano dopo la brutale aggressione e il pestaggio subito. Alla signora addirittura è stato mozzato un lobo dell’orecchio.

La gente comune, che paga le tasse, esige sicurezza, ne ha diritto.

I deliquenti sono stati quasi tutti catturati, pare, però il problema resta, eccome.

Dalla crisi economica del 2007 in poi, il disagio delle persone è aumentato, in alcuni casi anche la povertà, tanti hanno perso il lavoro.

Questi criminali non sono tra questi, comunque, essi “nascono” per delinquere e fare del male…

NON E’ GIUSTO!

Ci vuole certezza della pena…

Lo diceva già Beccaria nel 700.

NM

Il valore dello sport…

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Ciò che è successo domenica nella partita tra Juventus e Sassuolo è assolutamente deprecabile. Per chi non lo sapesse il calciatore brasiliano dei bianconeri ha sputato in faccia a Di Francesco, in forza al Sassuolo.

Anche se probabilmente provocato e al termine di un diverbio, verbale e fisico insieme Duoglas Costa ha commesso un gesto imperdonabile.

In un momento economico come quello attuale, certamente i calciatori godono di una posizione privilegiata. E comunque dovrebbero dare il buon esempio sempre. Invece si dimenticano di tutto, compreso che li guarda il mondo in televisione.

E’ semplicemente vergognoso.

NM

Nave Diciotti

I questi giorni si è detto davvero troppo sull’argomento.

Certo…La sinistra oltre che parlare non ha fatto nulla in passato e ora men che meno. Il buonismo fine a se stesso non serve a nulla.

L’Africa ormai bussa alle porte dell’Europa e per gli africani l’Europa è l’Italia (in primis…) invece l’Italia per l’Europa è Europa solo quando si deve pagare, rispettare i limiti imposti dalla Troika etc…

Il problema è più complicato di ciò che appare, ne vedremo ancora delle belle.

Ricordiamo comunque che il nostro è un paese di emigranti…E’ storia (dove non sono italiani).

Serve politica con la P maiuscola.

Prendiamo ad esempio (negativo) il Venezuela, paese “potenzialmente” tra i più ricchi al mondo. Ebbene nel paese sudamericano a causa di corruzione e politiche sbagliate stanno letteralmente morendo di fame. C’è un esodo migratorio verso i paesi vicini da esiti incalcolabili…

Quindi politiche oculate, giuste, coordinate a livello mondiale (es. una maggiore equa distribuzione delle risorse del pianeta) ridurrebbero “probabilmente” queste ondate migratorie, a mio avviso anche quelle conseguenti ad eventi bellici.

NM